Sicurezza · Tracciabilità e conformità
Una storia che nessuno può riscrivere.
La domanda arriva sempre nel momento peggiore: chi ha autorizzato questa spesa, e quando? Se la risposta dipende da chi ha conservato l'email giusta, non avete una traccia — avete un ricordo. Questa pagina spiega quali garanzie tecniche Vector offre sulla tracciabilità, e quali non offre.
Immutabile, in senso tecnico e non commerciale
"Log immutabile" è una di quelle espressioni che compaiono in ogni scheda prodotto e quasi mai vengono spiegate. Nella maggior parte dei sistemi significa che l'applicazione non espone una funzione per cancellare i log — il che lascia intatta la possibilità che qualcuno con accesso al database lo faccia comunque, senza lasciare traccia.
In Vector la garanzia sta un livello più in basso. Un trigger definito sul database PostgreSQL rifiuta le operazioni di UPDATE e DELETE sulla tabella dei log di workflow: è il database stesso a respingere la scrittura, indipendentemente da chi la tenta e da quale strada. Non è una regola applicativa che un amministratore può aggirare passando dietro l'applicazione.
È una distinzione che conta quando la traccia deve reggere davanti a un terzo. La non-ripudiabilità di una decisione vale quanto la difficoltà di alterarla, e una regola scritta nel software è più facile da aggirare di un vincolo scritto nel motore di persistenza.
Che cosa viene registrato
Ogni azione su una richiesta lascia una riga: chi l'ha compiuta, che cosa ha fatto, quando, e con quali dati davanti in quel momento. Approvazioni e rifiuti, passaggi di step, deleghe esercitate, commenti, allegati, avvii automatici di processi a valle.
La parte spesso sottovalutata è il "con quali dati". Sapere che un responsabile ha approvato una richiesta il 14 marzo serve a poco se nel frattempo l'importo è stato modificato: la domanda vera è che cosa aveva davanti quando ha deciso. È esattamente l'informazione che una catena di email non conserva in forma verificabile.
GDPR: che cosa Vector fa, e che cosa resta vostro
Qui serve precisione, perché il confine viene raccontato male di frequente. Vector fornisce due strumenti concreti previsti dal Regolamento: un endpoint che esporta in formato JSON tutti i dati personali di un utente, e uno che cancella l'account applicando l'anonimizzazione a cascata sui record collegati. Sono le funzioni che servono a rispondere a una richiesta di accesso o di cancellazione da parte di un interessato.
Quanto al registro delle attività di trattamento previsto dall'art. 30, va detto con chiarezza: nessun software lo compila al posto vostro. È un adempimento organizzativo che compete al titolare del trattamento. Ciò che Vector aggiunge è l'evidenza documentata di chi ha fatto cosa dentro i processi che gestisce — cioè esattamente il tipo di prova che una gestione via posta elettronica non produce, e che rende sostenibile il principio di accountability.
Sul piano infrastrutturale: i dati risiedono su PostgreSQL gestito, con regione selezionabile in Unione Europea, e i segreti delle integrazioni sono cifrati con AES-256-GCM tramite una chiave dedicata.
Controlli interni e D.Lgs. 231/2001
Per le aziende dotate di un modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001, i processi autorizzativi sono uno dei punti in cui il modello si dimostra o si sgretola. Un flusso di spesa senza evidenza di chi abbia autorizzato che cosa è, in pratica, un controllo dichiarato ma non documentabile.
Vector non vi rende conformi — la conformità è un fatto organizzativo, non un acquisto. Rende però verificabile il tratto di processo che governa: le soglie configurate esistono nel sistema e non nella buona volontà delle persone, la segregazione dei compiti è imposta dalle assegnazioni, e ogni deroga passa da una delega registrata.
Accessi e isolamento fra aziende
- SSO OIDC con Microsoft Entra ID: le identità restano quelle aziendali, con provisioning dai claim.
- MFA con TOTP attivabile per singolo utente.
- Blocco dell'account dopo tentativi di accesso falliti, con soglie configurabili.
- Policy di password con lunghezza minima, requisiti di complessità e divieto di riuso delle ultime password.
- Durata della sessione impostabile dalle impostazioni di sicurezza dell'organizzazione.
- Isolamento multi-tenant verificato da test automatici: rifiuto degli accessi incrociati, creazione fail-closed, liste e ricerche sempre filtrate per azienda.
- L'isolamento copre anche gli utenti con ruolo amministratore e i canali WebSocket in tempo reale.
- Limitazione della frequenza delle richieste, intestazioni di sicurezza HTTP e lista di origini consentite per le chiamate cross-origin.
Quello che Vector non ha (ancora)
Un fornitore che elenca solo i propri punti di forza vi sta chiedendo di scoprire da soli il resto, di solito nel momento sbagliato. Ecco quindi il lato scomodo, per intero:
- Nessuna certificazione ISO 27001 e nessun attestato SOC 2: non sono in perimetro in questa fase.
- Nessun penetration test esterno completato: è pianificato, ma a oggi non possiamo mostrarvene il report.
- Autenticazione federata disponibile via OIDC; SAML non è supportato.
- Non sono implementati scadenza programmata delle password, limite di sessioni concorrenti e restrizione degli accessi per indirizzo IP.
- Il monitoraggio copre gli errori applicativi, non le metriche di performance; gli obiettivi formali di ripristino (RPO/RTO) non sono ancora documentati.
Se una di queste voci è un requisito bloccante per la vostra organizzazione, è meglio saperlo adesso che al terzo incontro. Diteci quale: in alcuni casi è pianificata, in altri vi indirizzeremo altrove.
Firma digitale, PEC e conservazione: un altro problema
Va chiarito, perché genera confusione nelle valutazioni. Un'autorizzazione interna non si prova con una firma crittografica: si prova con un'identità autenticata e una traccia che quell'identità ha compiuto quell'azione in quel momento. Nessuna organizzazione chiede una firma digitale qualificata per una richiesta di ferie o per un ordine da poche migliaia di euro — sarebbe sproporzionato, e infatti non lo fa nessuno, comprese le grandi multinazionali che gestiscono le approvazioni su piattaforme low-code.
Firma qualificata, PEC e conservazione sostitutiva servono a un'esigenza diversa: dare valore legale a documenti diretti verso l'esterno e archiviare a norma ciò che il fisco richiede — la fatturazione elettronica prima di tutto. È il ciclo di vita del documento, non il percorso della decisione.
Vector si occupa del secondo, e non prova a coprire il primo. Se il vostro processo, a valle dell'approvazione, produce un documento che richiede valore legale ai sensi del CAD, quel passaggio resterà a carico dei sistemi che già usate: Vector consegna l'evento di approvazione via webhook e loro fanno il resto.
Perché un registro applicativo non è la stessa garanzia
Molte aziende arrivano qui avendo già una forma di tracciabilità: la cronologia versioni di un elenco SharePoint, i log di audit di una piattaforma low-code, lo storico di un gestionale. Sono strumenti utili, e per l'operatività quotidiana spesso bastano.
La differenza emerge quando la traccia deve reggere davanti a un terzo. Quei registri sono protetti da controlli amministrativi: esiste un ruolo — proprietario del sito, amministratore dell'ambiente — che può modificarli, epurarli o vederli scadere per criteri di conservazione. La garanzia coincide con la fiducia riposta in chi detiene quel ruolo.
Il vincolo di Vector è di natura diversa: il rifiuto di UPDATE e DELETE è imposto dal motore di database, non dall'applicazione che ci sta sopra. Non esiste un ruolo applicativo che lo aggiri, perché non è l'applicazione a farlo rispettare. È una distinzione tecnica sottile e una distinzione sostanziale in sede di verifica.
La tracciabilità nasce dal processo, non dal registro
Un'ultima considerazione che conta più delle precedenti. Un audit log completo è la conseguenza di un processo che passa dal sistema; non è una funzione che si attiva su un processo che vive altrove. Finché una parte delle autorizzazioni continua a viaggiare per email "solo per le urgenze", quella parte semplicemente non esiste nel registro.
Per questo la tracciabilità e l'adozione sono lo stesso problema, affrontato da due lati. Ne parliamo nella pagina sull'alternativa alle approvazioni via email, dove il passaggio più delicato — chiudere il canale vecchio — è anche quello che determina la completezza delle vostre evidenze.
Domande frequenti
In che senso il log di Vector è immutabile?
Nel senso più concreto disponibile: un trigger a livello di database PostgreSQL rifiuta le operazioni di UPDATE e DELETE sulla tabella dei log di workflow. Non è una convenzione applicativa che un amministratore può aggirare passando dal database — è il database stesso a rifiutare la scrittura.
Vector aiuta con il registro delle attività di trattamento (art. 30 GDPR)?
Vector documenta automaticamente chi ha fatto cosa, quando e su quale dato all'interno dei processi che gestisce, il che è esattamente il tipo di evidenza che una catena di email non produce. Resta un supporto alla vostra accountability: il registro dei trattamenti è un adempimento organizzativo che compete al titolare, non un file che un software genera al posto vostro.
Come vengono gestiti i diritti degli interessati?
Sono disponibili due endpoint dedicati: l'export completo dei dati personali di un utente in formato JSON e la cancellazione dell'account con anonimizzazione a cascata sui record collegati.
Che protezioni ci sono sugli accessi?
Accesso con SSO OIDC su Microsoft Entra ID, MFA con TOTP attivabile per utente, blocco account dopo tentativi falliti, policy di password configurabile con divieto di riuso delle ultime password, e durata di sessione impostabile dalle impostazioni di sicurezza.
Vector è certificato ISO 27001 o SOC 2?
No, e preferiamo dirlo. Non abbiamo certificazioni ISO 27001 o SOC 2 e non abbiamo ancora completato un penetration test esterno. Quello che possiamo mostrarvi sono i controlli tecnici effettivamente implementati e verificabili nel prodotto: immutabilità del log a livello di database, isolamento multi-tenant coperto da test automatici, cifratura AES-256-GCM dei segreti, dati in UE.
Serve la firma digitale qualificata o la PEC per approvare in Vector?
No, e non è una mancanza: è un problema diverso. Un'autorizzazione interna si prova con l'identità autenticata di chi ha deciso e con la traccia dell'azione, non con una firma crittografica — è il modo in cui funzionano anche le approvazioni delle grandi organizzazioni su piattaforme low-code. Firma qualificata, PEC e conservazione sostitutiva servono a dare valore legale a documenti verso l'esterno e all'archiviazione fiscale: se il vostro processo li richiede a valle dell'approvazione, Vector consegna l'evento ai sistemi che se ne occupano.
In che cosa differisce dai log di SharePoint o di una piattaforma low-code?
Nel tipo di garanzia. La cronologia versioni di un elenco SharePoint e i log di audit delle piattaforme low-code sono protetti da controlli amministrativi: un proprietario del sito o un amministratore dell'ambiente può modificarli, epurarli o lasciarli scadere per criteri di conservazione. In Vector il rifiuto di modifica e cancellazione è imposto dal motore di database, quindi non esiste un ruolo applicativo che possa aggirarlo.
L'isolamento fra aziende è verificato?
Sì, da test automatici che girano sul servizio reale: rifiuto degli accessi fra tenant diversi, creazione fail-closed, liste e ricerche sempre filtrate per azienda. L'isolamento è verificato anche sul percorso degli utenti amministratori e sui canali WebSocket in tempo reale.
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